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venerdì 20 gennaio 2012

Il morbillo di Cassandra

Quattordici anni il mio primo sciopero. Non ne ricordo più i motivi, sempre che ce ne fossero. Una riforma scolastica che qualcuno ci aveva detto essere cattiva, i parcheggi dei motorini negati all'interno del cortile. Un topo intravisto dalla memorabile signora Puccia. Forse solo una bella giornata, troppo bella ancora per sprecarla rinchiusi in una classe tra un angolo complementare e una rosa rosae che proprio non voleva entrarci in testa. Una scusa sempre si trovava. Primo sciopero, primo corteo di una lunga serie per una coscienza politica curiosa ma ancora troppo acerba e facile a lasciarsi affabulare dai rappresentati d'istituto, magari già maggiorenni e attivisti di partito, capaci di trascinare folle di ragazzini al grido di slogan sognanti e un poco stantii. Non importava se sotto la kefiah si rifugiasse una barba o se il bomber nero fosse sormontato da una testa rasata e uno sguardo truce: la politica chi la conosceva, pensavamo di cambiare il mondo con il nostro entusiasmo e l'occupazione di una scuola rappresentava l'atto più eclatante della rivoluzione in corso. Si urlava contro i professori, simbolo del potere scolastico, mentre i pochi che non aderivano allo sciopero rischiavano il linciaggio da parte di noi manifestanti inferociti per quella mancata solidarietà di corpo che avrebbe rovinato ogni cosa. Neppure per i giornalisti provavamo tanta simpatia, “giornalai venduti” che non volevano comunicare alla società civile le ragioni della nostra strenua lotta fino alla morte, lotta dura senza paura.

Ma durava poco. Arrivava qualcuno della Digos – magari solo un vigile urbano incattivito – che minacciava chissà quali ritorsioni penali. L'otto in condotta votato dal consiglio di classe, i genitori adirati dalla lettera che il preside aveva inviato a casa di ogni eversivo rivoluzionario. E si ritornava allora agli odiati Galli e Vercingetorige ai seni e ai coseni (più ai seni) e a quel ramo del lago di Como che, chissà perché, volgeva sempre a mezzogiorno nonostante l'indubbia caratterizzazione geografica.

Crescendo fui sopraffatto da animaletti puntuti e sottesi razzismi professorali sepolti ormai dall'intelligenza del tempo. Piombai in un purgatorio scolastico a scontare i guai di un sistema educativo ottuso e fallimentare. In quel luogo funesto conobbi una professoressa di storia e filosofia, un po' stramba a dire il vero. Che il programma sì, c'è l'esame e ci tocca farlo, però provocando discussioni, stimolando curiosità, consigliando letture, incoraggiando riflessioni. Non mi appariva più una dispensatrice di nozioni e voti, non un nemico da combattere. Grazie a lei guarivo lentamente – ma non lo sapevo ancora – da una morbo pestilenziale che avrebbe infettato, altrimenti, il mio animo. Avvelenata la ragione da un sentimento marionetta il manovratore avrebbe avuto facile mano nel pizzicare i fili invisibili che avrebbero mosso le mie azioni indistintamente a quelle di altri sulla scena. E alla fine dello spettacolo, ammucchiati in una scatola i pupazzi che tanti applausi avevano ricevuto per la fedeltà degli atti e la verosimiglianza nelle mosse, il burattinaio sarebbe tornato dagli altri simili suoi compari progettando operette e fondali su cui fare sfilare burattini dalle membra slogate. Guarivo dal virus di una coscienza politica indifferente, felice di essere ingannata dall'agitatore di popolo che dava facili risposte a domande complicate. Comprendevo quanto velocemente questa malattia potesse tornare, o propagarsi, rivestita d'una nuova lucida foggia, e come sempre dovessi vigilare con l'antidoto della ragione lucida e della critica eretta a sistema di pensiero.

Il morbillo della coscienza politica indifferente, bisogna guarirne da piccoli. Almeno inocularne il vaccino per curare possibili ricadute. Senza di esso, una volta cresciuti, le malattie esantematiche dei populismi attaccheranno il corpo sociale provocando danni irreparabili. E solamente resteranno nell'animo di chi ha potuto curare i sintomi più nefasti due sentimenti, reali e contrastanti. Invidia, la stessa che si prova per il candore di un bimbo che si affaccia alla vita. E rabbia, quale dovette provare Cassandra alla vista di un cavallo di legno, consapevole che le sue parole sarebbero rimaste ancora una volta, come sempre, inascoltate.

Cinque giorni

Primo giorno di manifestazione. Io la penso così.

Secondo giorno della manifestazione. Polemiche su vicinanze e pericolose connivenze politiche di destra fama... Apriamo gli occhi a quanti li hanno chiusi ma cerchiamo di prendere quanto di buono c'è in questa manifestazione: l'impegno di gente che prima di politica non ne ha mai voluto sapere. Il compito di chi osserva criticamente sta allora nel mediare le istanze più che legittime e la giustissima rabbia delle persone e trasformarle in un percorso meditato e ponderato. Non strumentalizzarle, ma aiutare in tutta onestà intellettuale chi non possiede gli strumenti a formulare un'idea politica di medio e lungo respiro. In modo tale che, una volta presa coscienza di ciò che stanno facendo, possano allontanarsi (se lo credono) da gentaglia neo-fascista e neo-qualunquista di ogni risma.

Terzo giorno di manifestazione. Ieri sera sono tornato in un paio di presidi a Modica per cercare di "tastare il polso" ai manifestanti. Moltissima rabbia e malcontento, nessuna programmazione o coordinamento, idee confuse e speranze al limite dell'illusione sull'esito dei blocchi. Nessun condizionamento politico o partitico degno di nota, almeno a Modica... Forza nuova comprimaria della manifestazione? Stupidi gli altri movimenti che non stanno scendendo in strada per capire e discutere con i manifestanti. E' un movimento di popolo? Una folla non pensa, d'accordo, ma i singoli componenti sì. I partiti hanno fallito? Ripartiamo dall'antipolitica allora, strappiamola al populismo e agli sciacalli di ogni colore e facciamo in modo che sia un punto di partenza per radicare una nuova coscienza, politica questa, nella gente. Invito, infine, quanti deridono l'ingenuità e la grammatica zoppicante di certi manifestanti a discutere senza preconcetti con loro. Rimarrebbero sorpresi della saggezza che si può trovare in strada, lontano dai libri.

Quarto giorno di manifestazione. Ieri corteo al Corso Umberto di Modica al quale si sono aggiunte le scuole. I ragazzi sfilano rumorosamente, com'è normale che accada in un corteo di giovani e scuole. Poi l'anormale. I ragazzi si siedono a terra e si preparano ad un sit-in davanti al Comune ma subito arriva un capo-popolo in tenuta da "forcone" che li fa alzare e comincia a farli inveire contro i negozianti che sono rimasti aperti... Perché questa guerra tra poveri? Perché l'individuo in tenuta blu da forcone non ha voluto che si tenesse un pacifico sit-in contro quella politica che si dice tanto di voler prendere a calci nel sedere? Temo, piuttosto, che questo movimento sia guidato da persone che i politici, soliti noti e vecchi volponi, vogliano tenerseli buoni. In caldo, in attesa del ritorno al caro assistenzialismo croce e delizia del popolo siciliano.

Quinto (ultimo?) giorno di manifestazione. Il faccia a faccia di ieri tra Lombardo e Ferro quasi un regolamento di conti tra vecchi compagni di partito e l'appuntamento per un futuro agone elettorale. A questo punto credo sia chiaro, soprattutto dopo la passerella involontaria offerta dall'ottimo Sandro Ruotolo (che però ieri mi ha deluso non poco), che i leader del movimento si apprestano a fondare un nuovo partito raccogliendo consensi nell'enorme e giustificato bacino di scontento popolare ma intellighenzia tra populismi e autonomismi vari, formazioni di centrodestra e destra esaltata. Una protesta disorganizzata, senza richieste chiare e ragionevoli e senza interlocutori istituzionali si appresta a morire tragicamente d'inedia. Anche se continuasse ad oltranza... Bloccare chi, bloccare perché? Bloccare invano. Come una madre che per protestare contro la fame del figlio lo lascia morire di fame... "Sempri i pezzi vanu all'aria" dice un proverbio modicano. E' una guerra tra poveri, un armiamoci e partite che non può convincere quanti sanno come vanno le cose in Sicilia. E la brava gente che protesta al freddo pensando davvero di salvare la propria terra dalla disperazione (il 98% per cento di quelli scesi in strada) mentre bravacci squadristi impongono con la violenza e le minacce i diktat di una rivoluzione per finta voluta da leader ambigui che sognano di dominare il popolo siciliano quanto e più di altri.

lunedì 27 marzo 2006

Di un qualunquista che usa una retorica demagogica

In questi giorni ho avuto modo di parlare con persone che hanno ripetutamente usato aggettivi quali qualunquista, retorico, demagogico per sottolineare certi passaggi dei miei discorsi.

Dal dizionario Zingarelli:

Qualunquista Chi prova e dimostra indifferenza o disprezzo verso le ideologie, l’attività o i problemi politici e sociali;
Retorica (da cui retorico) Modo di scrivere e di parlare pieno di ornamenti e di ampollosità, ma privo di autentico impegno intellettuale e di contenuto affettivo;
Demagogia (da cui demagogico) Arte di accattivarsi il favore delle masse popolari con promesse di miglioramenti economici e sociali difficilmente realizzabili;

Come se avessi mai detto di voler salvare o di essere capace di salvare il mondo, come se i miei discorsi fossero destinati a smuovere il cervello e le anime di chissà quanti milioni di persone. Ho già seri dubbi sulla capacità di salvare me stesso dal tracollo del mondo, figuriamoci.

Forse è il modo in cui mi esprimo, o forse l’atteggiamento, o forse il mio carattere bizzarro. Forse, semplicemente, non ho ancora capito come ci si pone nei confronti del mondo. Il fatto insolito è che appunti simili mi arrivano quasi sempre da una ben precisa categoria di persone, le stesse persone che pur non volendo un’etichetta per sé passano il proprio tempo ad attaccarle addosso agli altri in modo tale che loro possano sentirsi speciali e fors’anche superiori. Non posso negare che a volte mi diverta ad interpretare la parte del professorone che esprime i suoi pensieri attraverso un linguaggio complesso e non posso negare che talora sia un tantino saccente, ma questo sul serio… Non posso negare inoltre che mi piaccia scrivere in un certo modo, talora involuto e non tanto diretto: ma trascorrere il proprio tempo leggendo Bufalino, Consolo, Manganelli, Carpentier, Brodskij, Thomas, Blake, Cioran ed altri che hanno fatto dell’eleganza formale un punto fermo del loro stile qualche danno a lungo termine lo provoca. Forse il problema che alcuni hanno è proprio questo: pensare che un linguaggio articolato nasconda sempre e necessariamente il vuoto interiore. La freddezza. Il nulla. Certo non pretendo di dire sempre cose sorprendenti e a volte mi rendo conto io stesso di smuovere la solita, pesante aria fritta, di sfondare delle porte aperte. Lo so, che credete. Come so che non vincerò mai il Nobel o il Pulitzer. E allora il fatto stesso che indichi il luogo in cui prima esisteva una porta, in cui prima quella porta era serrata, il fatto stesso che indichi quei paletti che un tempo segnavano dei limiti che non andavano oltrepassati, beh, credo che per me sia già importante. Fornire un microscopico corto circuito. Ripeto, non posso salvare il mondo: ma quell’oretta di radio settimanale, un articolo di tanto in tanto su infime testate locali, qualche post su questo blog o le tante, infinite discussioni sono forse l’unico strumento che possiedo per non considerami complice di questo indicibile stato di cose.

Alla fine sono solo un maledetto egoista.

O forse amo così tanto il mondo e la vita che non posso fare a meno di urlare la mia rabbia e di gridare tutto il mio livore, forse non posso fare a meno di esprimere tutto il mio orrore per ogni singolo atto d’ingiustizia che vedo intorno a me – cose che quotidianamente ti fanno star male e per le quali puoi fare poco e niente. Ma non mi sento qualunquista se disprezzo i partiti e le logiche di potere, né retorico se parlo o scrivo dei fatti che accadono, dell’abominio che non posso fare a meno di vedere e lo faccio nel linguaggio che ho sviluppato in anni di consuetudine con la lettura, né mi sento tantomeno un demagogo perché io, di favore popolare, non ne devo conquistare nemmeno un pezzettino. Quello che mi si rimprovera sono le troppe sfumature che vedo ovunque e che mi rendono difficilissimo porre un aut aut su molte questioni. Eppure mi sentirei un ingenuo se credessi ancora nelle rivoluzioni così come sarei uno sprovveduto se dicessi che nella mia vita manterrò sempre lo stesso rigore d’ideali che finora credo di aver mantenuto. Forse che si forse che no: ma non posso nascondere di essere terrorizzato dai compromessi, da quelli che dovrò accettare così come da tutto ciò che un giorno sarò costretto a rifiutare. Mi trovo perennemente sospeso tra la necessità dell’azione e un tradimento dei miei ideali che sento incombere ed alitarmi sul collo... Ma non posso tirarmi indietro né far finta di niente, questo è certo. Sarebbe il tradimento peggiore. Che fare allora?

Cu’ agghiutti feli nun pò sputari meli, chi inghiotte fiele non può sputare miele si dice dalle mie parti: vomitare fiele e stelle è la risposta, e farlo nella sola maniera in cui sono capace.QqQ

giovedì 16 febbraio 2006

Il ritorno di Gianni il Rosso

Ricevo e pubblico per l'ultima volta su questo blog una mail del caro lettore Gianni:

Caro "Voce della Luna",

mi fa piacere vedere che ti sei divertito a sputtanarmi pubblicamente non dandomi nemmeno la possibilità di replicare alle tue "precisazioni": bell'esempio di onestà intellettuale! Tranquillo, non ho ancora intenzione di leggere il tuo blog perchè se devo sprecare il mio tempo lo faccio in un altro modo,anche facendomi le canne se lo vuoi sapere e se lo vuoi far sapere a tutti i bacchettoni che ti hanno appoggiato. Voglio solo dirti che mi fa paura sapere che un giorno sarò governato da persone come voi che si credono i proprietari della verità assoluta e che invece di incentivare NOI ragazzi con la kefia li sanno prendere solo per il culo. Saprai pure scrivere in buon italiano (è una cazzata, ma non voglio toglierti una delle tue incrollabili certezze), ma quello che ti manca è l'entusiasmo. Sei grigio proprio come la Luna che dà il nome al tuo blog, non sai nemmeno cosa sia un ideale e non sai nemmeno cosa significa lottare per un ideale e rischiare la vita per un ideale poichè sei troppo occupato a pararti il culo con i tuoi concetti vuoti come "onestà intellettuale". La verità è che non hai il coraggio di schierarti e non vuoi prenderti la responsabilità di avere un'idea tua in modo tale da non essere compromesso agli occhi di nessun futuro vincitore. Lotta alla luce del Sole se ne hai il coraggio, alla luce della luna escono solo i topi.

Non ho più niente da dirti: con profondo disprezzo,

il tuo nemico Gianni"

Carissimo Gianni, voglio che tu capisca che questo sarà l'ultimo post dedicato a te: se volevi il tuo miserrimo quarto d'ora di celebrità a buon mercato, beh, l'hai ottenuto.

Adesso basta.

Per l'ultima volta analizzerò insieme a te la nuova mail che mi hai inviato per farti capire che non c'è peggior sordo di chi è sordo davvero.

...mi fa piacere vedere che ti sei divertito a sputtanarmi pubblicamente non dandomi nemmeno la possibilità di replicare alle tue "precisazioni"... Credo a questo punto che tu ti faccia di Vinavil: non ti ho forse mandato una mail privata per dirti che avevo risposto alla mail sul blog? E dimmi, cosa ti impedisce di replicare alle mie precisazioni, non lo hai forse fatto con quest'ultima mail? In ogni caso sarebbe bastato cliccare su "inserisci commento" alla fine del post in cui parlavo di te e saresti stato libero di replicare all'infinito. Finisce qui tutto il coraggio che dici di avere nel difendere i tuoi ideali, hai paura anche di un semplicissimo confronto dialettico?

...non ho ancora intenzione di leggere il tuo blog perchè se devo sprecare il mio tempo lo faccio in un altro modo, anche facendomi le canne se lo vuoi sapere e se lo vuoi far sapere a tutti i bacchettoni che ti hanno appoggiato... Sei liberissimo di non leggere il mio blog: puoi star certo che non contiene alcuna verità rivelata, solo le mie personalissime opinioni. Scrivo per bisogno, scrivo per vanità, scrivo per piacere, scrivo per mettermi alla prova, scrivo perché mi va di scrivere. Spreca pure il tuo tempo in altro modo, non sarò certo io ad impedirtelo: ti dico solo con nonnesca superiorità che faresti bene a spendere in altro modo i soldi del paparino, e non in fumo o erba. Capisco che la moda pseudo-permissivista che te e i ragazzetti come te chiamate comunismo si fermi a questo e che la tua coscienza politica di cui tanto sei fiero sia un polpettone fatto di grandi ideali tritati, sminuzzati, speziati, annacquati, premasticati, digeriti e vomitati in modo tale da renderteli accettabili. Porti la maglietta del Che o la kefia e ti credi comunista. Scandisci uno slogan in qualche corteo e ti credi comunista. Occupi la tua scuola per motivi che anche tu ignori (per la riforma Moratti: bene, di cosa parla la riforma?) e ti credi comunista. Ti fai le canne e ti credi comunista. Ascolti Claudio Lolli o Francesco Guccini e ti credi comunista. Imprechi contro Berlusconi e contro i fascisti e ti credi comunista. La tua coscienza politica si ferma a questo. Come faccio a saperlo? Si capisce dal tuo linguaggio, dalla tua ottusità, dai tuoi assiomi concettuali. Ne vedo tutti i giorni di ragazzi come te - anche miei amici, che credi - che camminano con il paraocchi e sono certi di avere ragione, ormai mi ci vuole poco per riconoscervi. Per quanto riguarda i "bacchettoni" credo che avranno modo di risponderti personalmente nei commenti a questo post.

Voglio solo dirti che mi fa paura sapere che un giorno sarò governato da persone come voi che si credono i proprietari della verità assoluta e che invece di incentivare NOI ragazzi con la kefia li sanno prendere solo per il culo...

Non ho mai detto di avere la verità assoluta a portata di mano ma è chiaro che ho delle idee in cui credo e che difendo strenuamente seppur con cognizione di causa, in special modo quando queste vengono attaccate in maniera risibile e pretestuosa da persone come te. Per il resto smettila di atteggiarti a vittima, sei tu che impersoni il ridicolo cliché del ragazzino-idealista-che-lotta-contro-il-sistema
ma che va a nascondersi sotto la gonnella di mamma quando la situazione si fa realmente pericolosa. Se vuoi andare al di là dei cliché sono aperto al dialogo, se vuoi scimmiottare un'ideologia che conosci solo per sentito dire, rimettiti il grembiulino e torna a giocare alla rivoluzione.

Saprai pure scrivere in buon italiano (è una cazzata, ma non voglio toglierti una delle tue incrollabili certezze)...
Ammetto che da questo punto di vista sono un po' vanitoso - nonché logorroico - ma visto che non mi reputi capace di scrivere in un buon italiano sapresti argomentare meglio la tua tesi piuttosto che limitarti a dire "è una cazzata"?

Quello che ti manca è l'entusiasmo...
No, semmai quello che ho perduto da tempo è la capacità di illudermi.

Sei grigio proprio come la Luna che dà il nome al tuo blog...
Evidentemente viviamo in maniera diversa le emozioni e diamo loro una definizione differente: quello che per te è colorato per me è solo chiasso che nasconde un vuoto pauroso, quello che per te è grigio per me diventa luogo dell'anima che riflette le sue sfumature più tenui non percepibili alla luce forte e intensa del sole. Ti consiglio poi di vedere La voce della Luna di Federico Fellini: capirai il motivo del mio nick e il nome del blog.

...non sai nemmeno cosa sia un ideale e non sai nemmeno cosa significa lottare per un ideale e rischiare la vita per un ideale poichè sei troppo occupato a pararti il culo con i tuoi concetti vuoti come "onestà intellettuale"...
Perché, tu sai che cos'è un ideale, sai cosa significa lottare per un ideale, sai cosa significa rischiare la vita per un ideale? Non farmi ridere, tu confondi ideale con ideologia. Viviamo in una Italietta grassa ed indolente in cui la gente prende posizione solo se qualcosa o qualcuno tocca da vicino i propri interessi. È facile firmare petizioni contro la Coca-Cola o la Nestlè, è facile fare volantinaggio contro Mc-Donald's o la Nike, ma sapresti affrontare a viso aperto un problema che riguarda la tua vita quotidiana e che ti tocca direttamente? Perché è facile mettere una firma così com'è facile riempirsi la bocca di paroloni: la differenza sta nell'atto pratico e credimi, di eroi in giro non ce ne sono tanti... "Morire per delle idee? Sì, va be', ma di morte lenta" (F. de Andrè)

...La verità è che non hai il coraggio di schierarti e non vuoi prenderti la responsabilità di avere un'idea tua in modo tale da non essere compromesso agli occhi di nessun futuro vincitore...
Non posso schierarmi, non capisci? Non capisci che non mi sento rappresentato da nessuno in questa politica di opportunismi? Non capisci che mi sento una marionetta nelle mani di un oscuro puparo? Non capisci che mi si chiede di annodare i fili di un ordito che non vedrò mai? Cosa dovrei fare allora, andare in giro a seminare bombe? Colpire il cuore dello Stato? Non diciamo scempiaggini. Tutto quello che ci resta nelle mani è la parola e il libero pensiero. Purtroppo come tanti ti senti al sicuro solo se puoi attaccare etichette a destra e a manca: e io non le amo, le etichette, non ne voglio addosso. Perché sulle etichette solitamente trovi i prezzi che la gente deve pagare per comprarti: e io non voglio essere comprato.

Lotta alla luce del Sole se ne hai il coraggio, alla luce della luna escono solo i topi.
Bimbetto, io non prendo lezioni di coraggio o di coerenza da nessuno, tantomeno da te. Ognuno "lotta" a suo modo e non credo di dovermi giustificare ai tuoi occhi se il mio modo di agire è diverso dal tuo.

...il tuo nemico Gianni...
Non montarti la testa.

Caro Gianni, questo è quanto... Metti un po' d'olio nelle rotelle del tuo cervellino prima di sparare balle a ripetizione ed insultare la gente in questo modo. Sappi che ho cercato di non calcare troppo la mano nelle precisazioni - pur avendo scritto un post lunghissimo: sarebbe stato come usare la bomba atomica contro una tribù di boscimani. D'altronde sei solo un ragazzino che deve crescere.

mercoledì 8 febbraio 2006

Forse perché da bambino preferivo alle giostre l'autoscontro

Ricevo e pubblico con piacere:

“Voce della Luna,

sono un fiero Comunista che ha letto con sdegno ed amarezza il tuo articolo sulla Repubblica Popolare di Cuba. Evidentemente voi fascisti non avete ancora capito da che parte sta la libertà se continuate ancora a condannare Fidel Castro e il suo governo dimenticando invece quanti altri delitti e quanta furia liberticida esportano nel mondo i tuoi adorati americani. Vedi Fidel come un dittatore perché vuole difendersi dall’avanzare del liberismo e non vuole piegarsi “all’oppressione della grande (pre)potenza mondiale yankee” (inutile che prendi per il culo un dato di fatto perché è così). E poi chi ti dice che quello è davvero un giornalista che sta facendo uno sciopero della fame e non è invece una fotografia di qualche malato terminale che la CIA ha messo in rete per screditare Fidel e il suo paese? Ti ricordo se non lo sai che gli americani hanno fatto di peggio con “l’Operazione Condor”, quindi non vedo perché non possono aver fatto anche una cosa simile. Poi come molti falliti della tua parte, dopo aver distrutto l’ideologia comunista ti metti a glorificare Bertinotti per la sua coerenza ma siccome non ce la fai a nascondere del tutto la tua vera natura che fai? Sfotti “i ragazzini con la kefia” che certo ti devono dare fastidio quando esci la mattina in giacca e cravatta per andare al tuo elitario posto di lavoro. Guarda che questi ragazzini hanno una coscienza politica che tu te la sogni, perché prima di scrivere o dire delle stronzate si informano senza seguire quello che dice il proprio capo nano. Infine ti voglio dire che puoi tenertelo per te questo linguaggio da borghesuccio di merda dei salotti buoni perché con me non attacca.

Cmq tranquillo caro qualunquista, ormai avete finito di comandare, le elezioni si avvicinano.
Spero che qualche virus formatti il tuo computer…

Con profondo disprezzo,

Gianni”


Caro Gianni, si capisce chiaramente dalla limitatezza del tuo linguaggio ma soprattutto dalla tua ottusità mentale che fai parte della schiera dei suddetti ragazzini con la kefia. Voglio dunque analizzare insieme a te questa mail per farti capire quanto tu sia fortunato ad avere un cervello simile: nuovo, mai usato voglio dire.

Evidentemente voi fascisti… Perché nella tua logica di bimbetto col pugnetto alzato e il cervello spento una persona che ha idee diverse dalle tue può essere solo fascista. Ebbene, mi dispiace deludere le tue aspettative, ma non sono un fascista, così come non sono comunista, così come non sono di destra così come non sono di sinistra. Non sono nemmeno di centro se questo ti può deludere maggiormente. Semplicemente, come ho anche scritto altrove, credo nell’individuo e nella libertà che non ha colore, credo nel pensiero critico e nel dubbio sistematico che mi consenta di guardare una situazione da più angolazioni in modo tale da comprenderne la complessità. Non credo esistano poteri buoni, così come credo che il compito di ciascuno di noi sia quello di sopravvivere al potere e di combattere contro il pensiero unico e premasticato.

…non avete ancora capito da che parte sta la libertà… Certo non dalla parte di Fidel Castro, e certamente nemmeno dalla parte degli Stati Uniti guerrafondai e prepotenti.

E poi chi ti dice che quello è davvero un giornalista che sta facendo uno sciopero della fame e non è invece una fotografia di qualche malato terminale che la CIA ha messo in rete per screditare Fidel e il suo paese? Nessun commento. È semplicemente ridicolo quello che dici. Sei talmente preoccupato a difendere Cuba e il supposto comunismo cubano che non ti accorgi delle fesserie che stai dicendo.

…dopo aver distrutto l’ideologia comunista... Io non ho distrutto un bel niente, ho solo scritto una mia opinione – spero di poter ancora avere diritto ad avere una opinione personale. Per quanto riguarda l’ideologia, sarebbe interessante che tu mi elencassi i classici dell’ideologia comunista che hai letto o studiato, sebbene sia del parere che tu non abbia letto molto in proposito. Personalmente preferisco ai testi sacri del comunismo gli scritti di Camillo Berneri, ucciso dai sicari di Stalin durante la guerra civile spagnola.

Sfotti “i ragazzini con la kefia” che certo ti devono dare fastidio… Certo che lo faccio, e a ragion veduta. Perché mi fanno solo ridere questi ragazzini figli di papà che vestono “alternativo”, che fanno i trasgressivi, che si atteggiano a “comunisti” senza sapere nemmeno cosa significhi e che vanno appresso alle mode di pensiero… Gli anticonformisti conformati all'anticonformismo: tutti uguali nella loro diversità.

…quando esci la mattina in giacca e cravatta per andare al tuo elitario posto di lavoro… Nella mia vita avrò messo giacca e cravatta quattro o cinque volte e non ho alcun elitario posto di lavoro – anzi, a dirla tutta studio ancora e il lavoro (quello serio) non è ancora una meta vicinissima per me…

Guarda che questi ragazzini hanno una coscienza politica che tu te la sogni, perché prima di scrivere o dire delle stronzate si informano… Questa categoria di cui presumibilmente anche tu fai parte non ha, nella quasi totalità dei casi, coscienza politica: è una categoria facilmente manovrabile, basta dare loro due tre ideali affascinanti e di facile comprensione, un eroe da venerare (evitando di conoscere la sua storia), l’idea che comunismo significa permissivismo ed eccoti creata la caricatura – fin troppo reale – del giovane comunista. Su quel "si informano" mi piacerebbe indagare meglio: informarsi non significa sentire solo le opinioni della parte che ci piace, ma avere l’accortezza di ascoltare e comprendere le ragioni della parte che consideriamo lontana dal nostro pensiero… Si chiama onestà intellettuale, prendi appunti.

…senza seguire quello che dice il proprio capo nano…L’unico capo a cui faccio riferimento è la mia coscienza. Berlusconi è sicuramente un individuo opinabile e potenzialmente pericoloso per l’Italia – credo che i fatti lo abbiano ampiamente dimostrato –, ma ormai l’antiberlusconismo sta diventando una pietosa maschera per nascondere la rissosità e l’incoerenza delle varie componenti della sinistra italiana. Che ritornino a parlare con la gente invece e a capirne i bisogni.

Infine ti voglio dire che puoi tenertelo per te questo linguaggio da borghesuccio di merda dei salotti buoni perché con me non attacca… Punto primo: il blog è mio e scrivo come mi pare – e nessuno ti obbliga a leggerlo. Ad ogni modo non credo sia un crimine scrivere in un buon italiano, al contrario della scialba e anonima lingua da MTV che tu usi. Punto secondo: evidentemente devi conoscerli bene questi salotti buoni che citi, se vi hai riconosciuto il mio linguaggio. Quale professione esercitano i tuoi genitori? Medico, professore, ingegnere, avvocato… Mio padre è pensionato, mia madre casalinga: anche volendo usare categorie primitive a cui fai riferimento come quelle delle classi sociali, chi è più borghese, io o tu?

…Cmq tranquillo caro qualunquista… Non ho mai avuto la pretesa di essere un profeta o di convertire qualcuno con le mie parole.

Spero di aver risposto in maniera esauriente a tutti i tuoi dubbi: dovresti imparare a farla funzionare da te questa testolina, altrimenti sarai solo uno strumento nelle mani del potente di turno che ti butterà via quando comincerai ad essere d’impiccio.

Compra una kefia in meno e un libro in più… A volte serve.