giovedì 9 marzo 2006

Futilitas

Spero di avere la forza d'animo di scrivere un nuovo post stanotte. Nel frattempo sorridiamo insieme con la sigla dei Simpson realizzata da attori in carne ed ossa.

DOH!

martedì 7 marzo 2006

Ridondanze

L'efficienza gregaria di Sandro "James" Bondi è degna della migliore tradizione di sudditanza politica. Come a dire che il capo va fatto vincere a tutti i costi non solo perché se ne ricaverà qualche misera briciola di potere anche per sè, ma soprattutto perché il proprio Capo è il migliore: bello, buono, onesto, ricco, divertente, carismatico. Anche se si tratta di Silvio Berlusconi. L'amore smisurato per il proprio Capo e l'annullamento nella sua persona (tra le altre vittime di questa comunione d'amorosi sensi Emilio Fede) si è palesato ancora una volta. Lasciamo perdere Emilio Fede e la sua personale concezione della par condicio: per x minuti idolatra ed incensa il suo amato Silvio, per gli stessi x minuti - dunque la par condicio è salva - critica aspramente Prodi e simili forze demoniache. I comunisti e il pericolo di una deriva bolscevica in Italia deve essere arginato... E loro sono pronti.

Tranquilli. Grazie all'efficiente Sandro "James" Bondi in questi giorni circa 25.000 preti italiani hanno ricevuto una brochure di una decina di pagine intitolata "I frutti e l'albero" in cui si chiarifica in maniera incontrovertibile la simbiosi zerbinesca tra potere politico e religione. In favore della religione chiaramente. Nel libretto vengono spiegati gli arroccamenti medievali delle ultime leggi in difesa della "vita", il netto rifiuto dei Pacs e tante altre amenità che dovrebbero convincere senza ombra di dubbio qualche prete indeciso di votare per Forza Italia. Non sia mai che qualcuno voti per i comunisti!

Cito dal libretto: "Tutte cose, queste, che costituiscono autentici spartiacque tra chi è davvero in sintonia col sentire cattolico e chi va attestandosi, al contrario, su di una lunghezza d'onda dai connotati, se non essenzialmente anti-cristiani, quanto meno laicisti". Verrebbe da rispondere: e allora? L'Italia non è forse uno stato laico? Quale inquietante piega confessionale sta prendendo l'Italia? Possibile che la religione e la fede non possano essere un fatto privato e personale e che invece si debba imporre a tutti una morale che viene spacciata come comune ma che comune non è manco per niente?

Mi vengono i brividi quando leggo di una difesa dell'identità cristiana della scuola o dell'abolizione dell'Ici per i beni ecclesiastici che viene vista come una conquista di civiltà. La scuola deve essere laica ed aconfessionale. Sono terrorizzato dalla possibilità che fondamentali conquiste della scienza come l'evoluzionismo possano essere escluse in toto (perché già in parte è accaduto) dai programmi scolastici in favore di altre teorie come il creazionismo.

L'Italia sta andando pericolosamente alla deriva guidata da una formazione politica quantomeno discutibile che non si fa scrupolo alcuno di pestare i diritti di milioni di persone - nonchè di sputare sulla loro intelligenza, ma questo è un altro discorso - in favore di un atteggiamento di sudditanza assoluta nei confronti di un credo. Come a dire che le tonache vanno a braccetto con la ventiquattrore dei neoliberisti.

Religione e soldi - accoppiata vincente.

lunedì 6 marzo 2006

Omicidio per incuria

Come sicuramente ignorerete – e lo ignoravo anch’io fino a qualche ora fa – Pat Tillman, astro nascente del football americano arruolatosi per combattere i talebani è morto in Afghanistan nell’aprile 2004. Direte che c’è di strano, uno degli effetti collaterali della guerra è che si muore. Il fatto è che qualcuno ha deciso di riaprire l’inchiesta sulla morte di Tillman in modo tale da chiarire se il giocatore sia stato colpito da “fuoco amico” e dunque se sia stato un incidente, oppure se quello di Tillman sia stato un “omicidio per incuria”.

Omicidio per incuria.

Come a dire che i disoccupati col fucile che vengono mandati a morire a migliaia di chilometri da casa propria per la maggior gloria degli U.S.A. possono benissimo ritornare dalle loro famiglie imbustati e impacchettati in un sacco di plastica patriotticamente coperto dalla bandiera americana. Le star no. Le star vanno protette. Soprattutto se le suddette star vengono fatte arruolare per motivi propagandistici, per convincere i ragazzi senza speranza delle zone più disagiate del paese che la carriera militare può dare loro la sicurezza di un futuro.

Anche se questo futuro è un sacco di plastica nero patriotticamente coperto da una bandiera a stelle e strisce.

sabato 4 marzo 2006

Sulle frequenze della futilità

Oggi la giornata poteva iniziare meglio. Di buon mattino attendo alla stazione di Catania l’autobus che mi riporterà a Modica: scruto in giro per vedere se l’autobus è arrivato, cerco qualche faccia conosciuta tra la gente che attende o tra gli autisti. Perché ormai li conosco tutti e a tutti ormai ho affibiato il proprio nomignolo che li contraddistingue. C’è l’anarco-catto-comunista di stampo liberal-forzista, un innocuo ragazzone che discute sempre di politica e fila via tranquillo; Iperuranio, detto così perché ha la testa tra le nuvole e l’incidente è sempre in agguato; Grisù, che ho chiamato così per via di un’esperienza comune, un incendio sull’autobus (sui vecchi pullman dell’Ast accade questo ed altro!); il piccolo Buddha, un uomo che ispira pace e tranquillità solo a guardarlo; Cavallo pazzo alias Speedy Gonzales alias Shuttle, un uomo dalla guida diciamo sportiva; e poi Collina, Il Diacono, Il Sindacalista, U spavintatu a stidda, U picciriddu, James Bond, Er piacione

Stamattina c’era il temibile Radio ga ga.

Nulla da dire sulla sua guida ineccepibile, ma tanto sui gusti musicali. Quest’uomo ha la deleteria abitudine di tenere a volume inquietantemente alto la radio (un po’ duro d’orecchi?) sintonizzata per tutte e due le ore di viaggio su Radio Mediterraneo. Per chi non lo sapesse questa radio propone di mattina un programma ridicolo - che va in onda in contemporanea anche sul canale satellitare Mediterraneo sat – in cui la gente telefona da tutto il mondo ed interagisce negli incredibili idiomi degli emigrati con i conduttori in studio. Di cosa parlano? Del nulla. Di frivolezze così frivole che anche la frivolezza si distacca indignata da loro. Senza considerare che nel 98% dei casi gli ascoltatori cominciano ad elencare una lunghissima sfilza di persone, famiglie e varia umanità da salutare dislocata ai quattro angoli dell’universo conosciuto, umanità varia che chiaramente segue il programma e che telefonerà subito dopo per ringraziare ed aggiungere altri saluti innescando una catena dalla quale sarà praticamente impossibile uscire. Per non parlare della musica e delle dediche: Gigi d’Alessio, la Tatangelo, Biagio Antonacci, la Pausini o le canzoni di Sanremo si sprecano, ma questo sarebbe il danno minore… Il problema è quando la gente richiede i Ricchi e Poveri, Pupo, i Cugini di Campagna, Christian (chi cazzabubbolo può ascoltare ancora Christian??) o Toto Cutugno, e i conduttori li accontentano.

De gustibus non disputandum d’accordo, ma quest’uomo costringe un intero autobus ad ascoltare simili capolavori della musica italiana aggiungendovi una sua esibizione canora non richiesta in sovrappiù. È inutile chiedergli di abbassare il volume: è più forte di lui, dopo pochi minuti ha già dimenticato tutto ed è lì intento alla guida mentre canta Non voglio mica la luna con voce tenorile. Almeno le radio dei vecchi pullman avevano una pessima ricezione e dopo un po’ le stazioni si perdevano, questi nuovi autobus hanno malauguratamente radio cd con RDS! Certo, il lato positivo è che non dovrebbero più incendiarsi per strada.

E dire che stamattina il tempo era perfetto per i miei Cure del lettorino Mp3: nuvoloso, scuro, nebbia sulle colline che circondano la strada. Impossibile. Robert Smith ha lottato per un po’ contro le canzoni di Radio Mediterraneo - it doesn’t matter if we all die… - ma alla fine è stato costretto alla capitolazione dai colpi di un Fausto Leali d’antan che superava anche il muro degli auricolari… Arriviamo a Modica. La confusione più totale.

Lo avevo dimenticato: per una settimana (fino al 12 marzo) la mia città sarà presa in ostaggio dall’Eurochocolate, evento di grandissima risonanza in cui i soliti noti – i fratelli Minardo in primis, il senatore e il petroliere – si daranno da fare per aumentare ancora di più la propria visibilità e la propria cerchia di “estimatori”. Al di là di quest’ultima cattiveria siete tutti invitati a Modica per una scorpacciata ultracalorica e iperdiabetica di cioccolato in tutte le sue forme. Forse nella confusione non riuscirete ad apprezzare al meglio Modica: magari però tornerete con più calma, per scoprire l’anima di una meravigliosa città barocca diventata patrimonio di tutta l’umanità.

Nonostante i modicani stiano facendo di tutto per distruggerla.

Tanto per sorridere











Dal sito di Repubblica.

venerdì 3 marzo 2006

Incipit #2

O quando tutte le notti - per pigrizia, per avarizia - ritornavo a sognare lo stesso sogno: una strada color cenere, piatta, che scorre con andamento di fiume fra due muri più alti della statura di un uomo; poi si rompe, strapiomba sul vuoto Qui sporgendomi da una balconata di tufo, non trapela rumore o barlume, ma mi sorprende un ribrezzo di pozzo, e con esso l'estasi che solo un irrisorio pedaggio rimanga a separarmi... Da che? Non mi stancavo di domandarmelo, senza però che bastasse l'impazienza a svegliarmi; bensì in uno stato di sdoppiata vitalità sempre più rattratto entro le materne mucose delle lenzuola, e non per questo meno slegato ed elastico, cominciavo a calarmi di grotta in grotta, avendo per appiglio nient'altro che viluppi di malerba e schegge, fino al fondo dell'imbuto, dove, fra macerie di latomia, confusamente crescevano alberi (degli alberi non riuscivo a sognare che i nomi, ho imparato solo più tardi a incorporare nei nomi le forme).


Diceria dell'untore di Gesualdo Bufalino.

mercoledì 1 marzo 2006

Quelli che Dio gli dice le cose #2











Questa sequenza raccapricciante realizzata in Iran mostra con assoluta chiarezza la giusta punizione per un criminale della peggiore specie.

Un bambino.

La sua colpa? Quella di aver rubato del pane. Secondo la shariah il ladro va punito con il taglio della mano che ha commesso il misfatto, ma forse i dottori di Dio avranno argomentato che a causa della giovane età del ladro l'amputazione di un arto sarebbe stata una punizione eccessiva.

Meglio spappolargli il braccio con la ruota di un'auto.

Dio lo vuole?

credits: Clerofobia, Radicali.it


Ps: ho scoperto successivamente che l'intera sequenza fotografica è un falso. Clicca qui per la dimostrazione... Meglio così.