lunedì 27 febbraio 2006

Quelli che Dio gli dice le cose #1

Ma cosa vuole ancora?

Non contento di aver preso posizione sulla legge 40 e di aver affossato vergognosamente la ricerca scientifica grazie anche all’atteggiamento zerbinesco dei nostri politici, non felice di aver condannato a morte le speranze di migliaia di persone in tutta Italia, ancora non pago dei milioni di uomini e donne a cui la Chiesa ha rovinato e rovinerà per sempre la vita il Pastore Tedesco ritorna a vestire l’armatura del crociato contro la vita e la dignità umana esclusivamente per gli interessi della Chiesa di cui è monarca assoluto e padrone delle coscienze dei suoi fedeli. Anche se lui dice di volerla difendere, la vita.

Ma cosa vuole ancora?

E’ chiaro che l’obiettivo del pupo bianco stavolta è la legge sull’aborto. In un convegno organizzato al Vaticano riguardante l’embrione e il suo status l’uomo dalle occhiaie più marcate dell’emisfero boreale ha dichiarato più o meno (ascoltavo il tg, perdonate la citazione a memoria) che l’amore di Dio non fa differenza tra embrione, bambino e adulto perché in ciascuno di essi Dio rispecchia la propria immagine. Sarebbe interessante sapere quando esattamente Dio gli ha riferito tutte queste cose visto che, come ammette anche B16, le sacre scritture e i documenti della chiesa primitiva non trattano di questi argomenti.

Forse è stato Dio a parlargliene in sede privata, magari davanti ad un buon bicchiere di Lacrima Christi o sgranocchiando qualche osso di morto. Avranno parlato di embrioni e di concepimento, di eros e di filia, di sesso prematrimoniale come peccato mortale mentre avranno glissato elegantemente su temi un tantino più scabrosi come i preti pedofili e le molestie sessuali che i fedeli subiscono da parte del clero…

Ma per favore.

Benedetto XVI non fa altro che condannare l’attacco alle libertà religiose mentre non si accorge di quanta pericolosa violenza reazionaria ed oscurantista impregna il suo continuo salmodiare. La pagliuzza e la trave, vecchia storia. La chiesa si sente mancare il terreno sotto i piedi, sente che il pensiero laico sta cercando di limitare la sua capacità di controllo mentale e contrattacca, forte della sua “statura morale” che si è guadagnata nel tempo e dell’appoggio incondizionato della politica e dei suoi indotti. Parla il Papa? È il vicario di Cristo, si deve tener conto della sua opinione! Un porporato non dà indicazioni di voto pur consigliando di votare per quei partiti che “hanno a cuore gli interessi della famiglia e che difendono la vita”? Certo che lo si deve ascoltare, è un uomo di Dio!

Non vogliono perdere il loro potere, questo lo capisco. Però non possono costringere chi non è credente alla loro etica distorta spacciandola per etica comune, addirittura facendosi portavoce del pensiero di un Dio del quale nessuno ha mai dimostrato l’esistenza! Eppure credo che la questione sia semplice: sei un cattolico? Va bene, allora fai obiezione di coscienza e non fai sperimentazione sulle staminali, non abortisci, se non ti sei ancora sposato fai un bel po’ di docce fredde mentre se lo sei e ti scanni quotidianamente con tuo marito o con tua moglie non lo/la lasci perché “non osi separare l’uomo ciò che Dio unisce”… Ma io, cittadino laico di una nazione laica – almeno sulla carta – devo aver diritto ad accedere a tutte queste conquiste civili: diversamente, è un’inconcepibile limitazione della mia libertà personale e un insulto alla mia capacità di autodeterminazione. Mi trattano come un bimbo che va guidato con la manina attraverso i perigliosi ed irti sentieri della vita da un Papà severo ma buono… Meglio essere orfano. Oh, scusate. Dimenticavo che lo fanno per il mio bene, dimenticavo che vogliono salvarmi l’anima e vogliono salvare tutti voi piccoli sacrileghi fornicatori.

Di cos’ha paura il Papa, che i cattolici predichino bene e ratzolino male? Che i cattolici preferiscano destinare il proprio otto per mille altrove? Che le vecchiette preferiscano tenersi i soldi della pensione piuttosto che buttarli nella cassetta delle offerte? Che i Papa boys di mattina ascoltino le prediche sulla continenza e la bellezza della castità e poi la sera scopino come ricci usando – orrore! – il preservativo e disperdendo così il proprio seme?

Vogliono rimettere in discussione la legge sull’aborto. Volete vietare l’aborto? E dopo che l’avrete fatto vieterete l’uso dei preservativi o della pillola anticoncezionale? Rimetterete in sesto le ruote per i bambini abbandonati, i sanatori per i diversamente abili (quant’è ipocrita questa parola) o le case per le povere sventurate che non hanno saputo resistere alla tentazione del Maligno? State già producendo le cinture di castità da piazzare sul mercato o vi state adoperando per la condanna sociale del sesso perché “non lo fo per piacer mio ma per piacer a Dio?” Chissà, magari avete già pronti dei programmi di rieducazione per gay e per le lesbiche o volete semplicemente far rivivere i fasti di una chiesa misogina (donna ricettacolo di ogni nequizia, tentazione di Satana e chi più ne ha più ne metta)?

Credete in Dio se volete, ma non lasciate che altri uomini vi constringano al loro pensiero spacciandolo per quello di un Dio che non hanno mai visto né vedranno mai.

venerdì 24 febbraio 2006

L'Arabia e l'orgoglio

Errare è umano, perseverare è italiano. Però lo facciamo alla nostra maniera: con eleganza da esteta, in un avvolgente climax di stupidità reazionaria. Tolta di mezzo la genuina volgarità di Calderoli e delle sue magliette (anche il correttore ortografico di Word lo segna come errore), mandati in campo i moderati con le dita incrociate nella speranza di ricucire lo strappo con i paesi di fede islamica, si fa spazio a colpi di penna e di integralismo au countraire la frangetta più incazzata degli ultimi anni. Da New York, con un furore degno del miglior Pietro l’Eremita, Oriana Fallaci. L’occasione è quella del riconoscimento ufficiale tributatole dal consiglio regionale della Toscana, una medaglia d’oro che il presidente della Regione Nencini ha voluto portarle fino a New York. La motivazione? “Giornalista e scrittrice di fama internazionale ed eccellente interprete, per coraggio e professionalità, del ruolo d'inviato di guerra, una testimone dei conflitti e delle tragedie che hanno segnato il secondo Novecento che ha stimolato con le sue opinioni, dibattiti e confronti d'idee”. (Adnkronos, 22/02/06).

È questo il problema.

La Fallaci è stata davvero tutto questo: una giornalista intelligente e sagace che ha avuto la fortuna di intervistare gli uomini più importanti della Terra e di vivere sulla propria pelle i conflitti di questo secolo. E scrive pure bene. Maledettamente bene. Al punto che se non riflettessi anche sul significato delle cose che scrive potresti farti convincere dal suo linguaggio sanguigno e dalla sua prosopopea appassionata – un calcio nello stomaco, una secchiata d’acqua fredda che ti costringe con violenza a riflettere… La Fallaci, o la ami o la odi.

Io non l’amo.

Il suo atteggiamento nei confronti dell’Islam, la sua difesa della “vita” che va a braccetto con la religione, il suo appoggio incondizionato al titanismo di Bush e compari, non ultimo l’assoluto disprezzo per tutto quello che non rientra nella sua visione del mondo… Non puoi amare una donna simile. Scrive bene, ma non è abbastanza. Un po’ come per Celine: un uomo inclassificabile con il quale avrei potuto chiacchierare piacevolmente per ore – magari avremmo potuto sbronzarci insieme in qualche sordida brasserie di Parigi – ma che avrei pestato con una certa violenza qualora avesse cominciato ad espormi le sue idee sulla razza ebraica.

Mi viene da sorridere leggendo le dichiarazioni che Andreotti ha rilasciato riguardo al conferimento della medaglia d’oro alla Fallaci: “Sono rimasto sorpreso nel vedere che nella città di La Pira, dove ci fu il colloquio tra mondo islamico e cristiano, si dia una medaglia d'oro a Oriana Fallaci” […] “In un mondo nel quale il rischio è lo scontro frontale tra islamici e il resto, è stato sbagliato e pericoloso il modo frontale con cui la Fallaci ha affrontato questo tema”. (Adnkronos 22/02/06). E lo dice Andreotti, vale a dire il dorso della Costituzione italiana, il politico più scaltro e sfuggente che l’Italia abbia mai avuto dai tempi di Cavour, il politico che è sempre uscito vincente da ogni processo e lontano da ogni possibile accusa supportata da prove. Uno che rappresenta l'Italia, insomma.

Ben felice di ricevere la medaglia la Fallaci ha voluto ringraziare a suo modo facendo sapere a tutti che sta preparando una vignetta satirica su Maometto. La scrittrice vuole rappresentare “…Maometto con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella col burqa. La matita, per ora, si è infranta sulla figura della cammella, ma il prossimo tentativo probabilmente andrà meglio” come ha dichiarato lei stessa martedì scorso al consolato italiano di New York.

Bene. Ora sì che mi sento tranquillo.

Se la Fallaci vuole farsi uccidere da qualche fondamentalista è liberissima di farlo. Ma se dovesse coinvolgere in questa sua palingenesi l’Italia e gli italiani non vi nascondo che ne sarei alquanto indispettito.

mercoledì 22 febbraio 2006

Incubi



Questa mattina all’alba alcuni terroristi hanno distrutto la cupola d’oro del mausoleo di Samarra.

Il mondo è sbagliato, stento a capirlo… Perché accanirsi contro i luoghi dell’anima, perché distruggere i simboli stessi della civiltà umana? Un pugno di imbecilli non può arrogarsi il diritto di spazzare via un pezzo d’identità dell’intero genere umano, non può decidere di cancellare con un colpo di spugna la testimonianza di una cultura, i sogni, le illusioni, le speranze di un popolo. Non è possibile… Mi hanno colpito personalmente, mi hanno rubato un pezzetto di anima.

Non esagero.

La Chiesa di san Pietro a Roma, la Cappella Sistina, il mausoleo di Samarra, Santa Sofia a Istanbul, san Basilio a Mosca, i Buddha scavati nella roccia di Bamyan, Notre-Dame a Parigi, la piramide di Cheope in Egitto, il Pantheon di Roma, il Partenone ad Atene, il tempio della Concordia ad Agrigento… Sapete cos’hanno in comune gli edifici di questo disordinato elenco?

La vertigine.

La cupola di san Pietro a Roma o Santa Sofia ad Istanbul forse testimoniano l’esistenza di un Dio più di qualunque religione possa mai fare. E lo dico da non credente. Perché quegli edifici rappresentano l’Uomo e i suoi sogni: pur credendo di lodare Dio i costruttori non facevano altro che innalzare una lode all’intero genere umano. Non so se l’uomo sia nato dal fango o se la scimmia sia un mio lontano cugino (personalmente propendo per la seconda ipotesi) ma il fatto stesso che questi luoghi esistano e che riescano a trasmettere quella vertigine che trascina verso un insondabile infinito… Non riesco a spiegarlo: è qualcosa che trascende il singolo, che ti blocca il respiro, che ti schiaccia con il peso della sua perfezione e allo stesso tempo ti innalza verso la purezza di un sentimento collettivo. Chiamatelo Dio. Chiamatela Arte. Chiamatela Bellezza. Chiamatelo senso di appartenenza al genere umano…

Quella gente non aveva il diritto di uccidere la bellezza. Quella gente non aveva il diritto di uccidere un sogno.

sabato 18 febbraio 2006

Eziologia di un ministro

Ovvero

come desiderare di sottoporre a lobotomia un ministro della Repubblica Italiana senza provarne rimorso


Calderoli.

Credo che il post potrebbe benissimo finire così e avrei già detto tutto. Il mondo brulica di musulmani piccati per le vignette satiriche su Maometto, a stento si riesce a contenere la furia strumentalizzata di credenti et similia e dobbiamo perfino sopportare la farsa di un imbecille che indossa, per stupido spirito provocatorio, una maglietta su cui sono stampate le vignette incriminate. Provocando un’insospettata e violenta reazione anche nella (ormai) pseudo-moderata e filo-occidentale Libia.

Dopo aver appreso la notizia della scemetta mediatica di Roberto Calderoli, ministro della Repubblica Italiana, ieri a Bengasi centinaia di manifestanti hanno assaltato l’ambasciata italiana riuscendo ad incendiare quattro auto (fra cui quella del console Pirrello) e alcune stanze al primo piano dello stabile, minacciando seriamente l’incolumità del corpo diplomatico lì presente. Intervento della polizia per sedare la rivolta: 11 morti e 55 persone ferite.

11 morti e 55 persone ferite. Per una maglietta.

Ho già criticato altrove la strumentalizzazione del sentimento religioso a fini politici, così come ho sempre criticato le azioni repressive delle forze di polizia, soprattutto in quei paesi in cui la gestione autoritaria del potere politico viene mascherata da una ridicola parvenza di legalità e di democrazia. Ma non ho alcuna remora a parlare ancora una volta di Calderoli: non riesco sinceramente a capire cosa ci sia dentro la testa di quest’uomo e spero che scrivere un po’ su di lui mi aiuti a comprenderlo meglio… Che cosa sperava di ottenere con simile gesto? Certo non si può pensare ad un’azione innocente, certamente non dopo quello che queste vignette hanno provocato nel mondo. E non venitemi a dire che una persona come Calderoli vuole ergersi a difesa della libertà di espressione per favore: a parte il fatto che la libertà di espressione non si difende con le magliette, sappiamo tutti che partiti come la Lega Nord si limitano a difendere la propria libertà di espressione mentre cercano di limitare prepotentemente quella degli altri! Ricordate di quando Bossi voleva usare la bandiera italiana come carta igienica (l’espressione di Bossi era, invero, un po’ più colorita) e riuscirono a far votare una leggina ad hoc che in pratica gli salvava il culetto di cui sopra? Calderoli ha semplicemente cercato, da buon populista, visibilità e favore politico a buon mercato, e statene certi che i suoi accoliti avranno gradito, nonostante le dichiarazioni ufficiali del governo e del mondo politico che hanno preso le distanze da questo ridicolo gesto. In alcuni casi con qualche strana eccezione e distinguo come per La Russa, il quale ha dichiarato: “Non bisogna mai eccitare gli animi, ma il buon senso non deve diventare viltà”. Meglio invece quando i nostri soldati spaccavano orgogliosamente il culo ai libici e si scopavano le belle abissine, vero? Le colonie, l’impero, Mussolini… Quanti bei ricordi per te carissimo La Russa! Ma non divaghiamo.

Calderoli si è dimesso. Meno male.

Per non aggiungere altre palettate di ridicolo sul cumulo – già piuttosto alto – di letame che ricopre l’Italia. Per non dare l’opportunità a qualche esaltato di farsi saltare in aria anche dalle nostre parti. Per non fomentare ulteriormente una polemica sterile ed esplosiva.

Pensate tuttavia che quella faccia di bronzo di Calderoli abbia capito il suo errore o abbia lasciato il posto di ministro per salvare almeno quel poco di dignità che gli rimane (se mai ne ha avuta una)? Le dichiarazioni che ha rilasciato all’Adnkronos andavano per il verso opposto: “Se per arrivare al dialogo tra il mondo occidentale e il mondo islamico e per mettere da parte le armi, le bombe e il terrorismo è necessario che io mi dimetta, che chieda scusa e perfino che mi umilii, io mi dimetto. […] Lo farò dopo un segnale dal mondo islamico”. Vuoi vedere che diventa lui la vittima di tutto questo, il martire, il capro espiatorio? Si dimetterà solo dopo un segnale dal mondo islamico! Io credo che di segnali a Bengasi ce ne siano stati già abbastanza… Ma ecco la ciliegina sulla torta: “Non è un problema dei morti o del governo italiano, qui c’è di mezzo l’Occidente”. Ecco ritornare il concetto di scontro di civiltà ed ecco il prode paladino dei diritti civili pronto ad immolare la sua maglietta per la singolar tenzone tra il Bene ed il Male.

Rinchiudiamolo da qualche parte mentre siamo in tempo.

Pur di scrollarsi di dosso il peso di undici morti (non è stato lui a sparare, d’accordo, ma il suo gesto è stato la classica goccia che ha fatto traboccare il classico vaso) tira in ballo lo scontro di civiltà, quando anche l’ambasciatore Trupiano, intervistato da Tv7 ha lasciato intendere nel suo paludatissimo linguaggio diplomatico che la colpa era di Calderoli: “[la rivolta] …nasce nel filone della manifestazione contro le vignette che ci sono state nei paesi islamici, ma non escludo che altri fattori a noi vicini abbiano potuto influire”. Cosa volete di più? Anche Ciampi, il caro vecchietto, ha ribadito che un ministro dovrebbe ricoprire il suo ruolo con responsabilità: forse non si è reso conto che parlava con Calderoli…

Smetto di scrivere mentre in tv sento che la comunità islamica libica chiede le scuse formali dell’Italia. E credo che stavolta gli siano dovute. Perché un conto è negare la libertà di espressione o limitare la libertà di stampa, un conto è fomentare inutilmente una polemica già spinosa di suo per nutrire il proprio miserabile opportunismo.

Comincio io con le scuse. Mi scuso per non aver preso personalmente a randellate in testa Roberto Calderoli, ministro della Repubblica Italiana, quando è passato da Catania. Scusatemi, una mancanza imperdonabile.

giovedì 16 febbraio 2006

Il ritorno di Gianni il Rosso

Ricevo e pubblico per l'ultima volta su questo blog una mail del caro lettore Gianni:

Caro "Voce della Luna",

mi fa piacere vedere che ti sei divertito a sputtanarmi pubblicamente non dandomi nemmeno la possibilità di replicare alle tue "precisazioni": bell'esempio di onestà intellettuale! Tranquillo, non ho ancora intenzione di leggere il tuo blog perchè se devo sprecare il mio tempo lo faccio in un altro modo,anche facendomi le canne se lo vuoi sapere e se lo vuoi far sapere a tutti i bacchettoni che ti hanno appoggiato. Voglio solo dirti che mi fa paura sapere che un giorno sarò governato da persone come voi che si credono i proprietari della verità assoluta e che invece di incentivare NOI ragazzi con la kefia li sanno prendere solo per il culo. Saprai pure scrivere in buon italiano (è una cazzata, ma non voglio toglierti una delle tue incrollabili certezze), ma quello che ti manca è l'entusiasmo. Sei grigio proprio come la Luna che dà il nome al tuo blog, non sai nemmeno cosa sia un ideale e non sai nemmeno cosa significa lottare per un ideale e rischiare la vita per un ideale poichè sei troppo occupato a pararti il culo con i tuoi concetti vuoti come "onestà intellettuale". La verità è che non hai il coraggio di schierarti e non vuoi prenderti la responsabilità di avere un'idea tua in modo tale da non essere compromesso agli occhi di nessun futuro vincitore. Lotta alla luce del Sole se ne hai il coraggio, alla luce della luna escono solo i topi.

Non ho più niente da dirti: con profondo disprezzo,

il tuo nemico Gianni"

Carissimo Gianni, voglio che tu capisca che questo sarà l'ultimo post dedicato a te: se volevi il tuo miserrimo quarto d'ora di celebrità a buon mercato, beh, l'hai ottenuto.

Adesso basta.

Per l'ultima volta analizzerò insieme a te la nuova mail che mi hai inviato per farti capire che non c'è peggior sordo di chi è sordo davvero.

...mi fa piacere vedere che ti sei divertito a sputtanarmi pubblicamente non dandomi nemmeno la possibilità di replicare alle tue "precisazioni"... Credo a questo punto che tu ti faccia di Vinavil: non ti ho forse mandato una mail privata per dirti che avevo risposto alla mail sul blog? E dimmi, cosa ti impedisce di replicare alle mie precisazioni, non lo hai forse fatto con quest'ultima mail? In ogni caso sarebbe bastato cliccare su "inserisci commento" alla fine del post in cui parlavo di te e saresti stato libero di replicare all'infinito. Finisce qui tutto il coraggio che dici di avere nel difendere i tuoi ideali, hai paura anche di un semplicissimo confronto dialettico?

...non ho ancora intenzione di leggere il tuo blog perchè se devo sprecare il mio tempo lo faccio in un altro modo, anche facendomi le canne se lo vuoi sapere e se lo vuoi far sapere a tutti i bacchettoni che ti hanno appoggiato... Sei liberissimo di non leggere il mio blog: puoi star certo che non contiene alcuna verità rivelata, solo le mie personalissime opinioni. Scrivo per bisogno, scrivo per vanità, scrivo per piacere, scrivo per mettermi alla prova, scrivo perché mi va di scrivere. Spreca pure il tuo tempo in altro modo, non sarò certo io ad impedirtelo: ti dico solo con nonnesca superiorità che faresti bene a spendere in altro modo i soldi del paparino, e non in fumo o erba. Capisco che la moda pseudo-permissivista che te e i ragazzetti come te chiamate comunismo si fermi a questo e che la tua coscienza politica di cui tanto sei fiero sia un polpettone fatto di grandi ideali tritati, sminuzzati, speziati, annacquati, premasticati, digeriti e vomitati in modo tale da renderteli accettabili. Porti la maglietta del Che o la kefia e ti credi comunista. Scandisci uno slogan in qualche corteo e ti credi comunista. Occupi la tua scuola per motivi che anche tu ignori (per la riforma Moratti: bene, di cosa parla la riforma?) e ti credi comunista. Ti fai le canne e ti credi comunista. Ascolti Claudio Lolli o Francesco Guccini e ti credi comunista. Imprechi contro Berlusconi e contro i fascisti e ti credi comunista. La tua coscienza politica si ferma a questo. Come faccio a saperlo? Si capisce dal tuo linguaggio, dalla tua ottusità, dai tuoi assiomi concettuali. Ne vedo tutti i giorni di ragazzi come te - anche miei amici, che credi - che camminano con il paraocchi e sono certi di avere ragione, ormai mi ci vuole poco per riconoscervi. Per quanto riguarda i "bacchettoni" credo che avranno modo di risponderti personalmente nei commenti a questo post.

Voglio solo dirti che mi fa paura sapere che un giorno sarò governato da persone come voi che si credono i proprietari della verità assoluta e che invece di incentivare NOI ragazzi con la kefia li sanno prendere solo per il culo...

Non ho mai detto di avere la verità assoluta a portata di mano ma è chiaro che ho delle idee in cui credo e che difendo strenuamente seppur con cognizione di causa, in special modo quando queste vengono attaccate in maniera risibile e pretestuosa da persone come te. Per il resto smettila di atteggiarti a vittima, sei tu che impersoni il ridicolo cliché del ragazzino-idealista-che-lotta-contro-il-sistema
ma che va a nascondersi sotto la gonnella di mamma quando la situazione si fa realmente pericolosa. Se vuoi andare al di là dei cliché sono aperto al dialogo, se vuoi scimmiottare un'ideologia che conosci solo per sentito dire, rimettiti il grembiulino e torna a giocare alla rivoluzione.

Saprai pure scrivere in buon italiano (è una cazzata, ma non voglio toglierti una delle tue incrollabili certezze)...
Ammetto che da questo punto di vista sono un po' vanitoso - nonché logorroico - ma visto che non mi reputi capace di scrivere in un buon italiano sapresti argomentare meglio la tua tesi piuttosto che limitarti a dire "è una cazzata"?

Quello che ti manca è l'entusiasmo...
No, semmai quello che ho perduto da tempo è la capacità di illudermi.

Sei grigio proprio come la Luna che dà il nome al tuo blog...
Evidentemente viviamo in maniera diversa le emozioni e diamo loro una definizione differente: quello che per te è colorato per me è solo chiasso che nasconde un vuoto pauroso, quello che per te è grigio per me diventa luogo dell'anima che riflette le sue sfumature più tenui non percepibili alla luce forte e intensa del sole. Ti consiglio poi di vedere La voce della Luna di Federico Fellini: capirai il motivo del mio nick e il nome del blog.

...non sai nemmeno cosa sia un ideale e non sai nemmeno cosa significa lottare per un ideale e rischiare la vita per un ideale poichè sei troppo occupato a pararti il culo con i tuoi concetti vuoti come "onestà intellettuale"...
Perché, tu sai che cos'è un ideale, sai cosa significa lottare per un ideale, sai cosa significa rischiare la vita per un ideale? Non farmi ridere, tu confondi ideale con ideologia. Viviamo in una Italietta grassa ed indolente in cui la gente prende posizione solo se qualcosa o qualcuno tocca da vicino i propri interessi. È facile firmare petizioni contro la Coca-Cola o la Nestlè, è facile fare volantinaggio contro Mc-Donald's o la Nike, ma sapresti affrontare a viso aperto un problema che riguarda la tua vita quotidiana e che ti tocca direttamente? Perché è facile mettere una firma così com'è facile riempirsi la bocca di paroloni: la differenza sta nell'atto pratico e credimi, di eroi in giro non ce ne sono tanti... "Morire per delle idee? Sì, va be', ma di morte lenta" (F. de Andrè)

...La verità è che non hai il coraggio di schierarti e non vuoi prenderti la responsabilità di avere un'idea tua in modo tale da non essere compromesso agli occhi di nessun futuro vincitore...
Non posso schierarmi, non capisci? Non capisci che non mi sento rappresentato da nessuno in questa politica di opportunismi? Non capisci che mi sento una marionetta nelle mani di un oscuro puparo? Non capisci che mi si chiede di annodare i fili di un ordito che non vedrò mai? Cosa dovrei fare allora, andare in giro a seminare bombe? Colpire il cuore dello Stato? Non diciamo scempiaggini. Tutto quello che ci resta nelle mani è la parola e il libero pensiero. Purtroppo come tanti ti senti al sicuro solo se puoi attaccare etichette a destra e a manca: e io non le amo, le etichette, non ne voglio addosso. Perché sulle etichette solitamente trovi i prezzi che la gente deve pagare per comprarti: e io non voglio essere comprato.

Lotta alla luce del Sole se ne hai il coraggio, alla luce della luna escono solo i topi.
Bimbetto, io non prendo lezioni di coraggio o di coerenza da nessuno, tantomeno da te. Ognuno "lotta" a suo modo e non credo di dovermi giustificare ai tuoi occhi se il mio modo di agire è diverso dal tuo.

...il tuo nemico Gianni...
Non montarti la testa.

Caro Gianni, questo è quanto... Metti un po' d'olio nelle rotelle del tuo cervellino prima di sparare balle a ripetizione ed insultare la gente in questo modo. Sappi che ho cercato di non calcare troppo la mano nelle precisazioni - pur avendo scritto un post lunghissimo: sarebbe stato come usare la bomba atomica contro una tribù di boscimani. D'altronde sei solo un ragazzino che deve crescere.

mercoledì 15 febbraio 2006

Bestie

Se qualche idiota considera ancora status symbol una pelliccia clicchi qui. Per tutti gli altri che desiderano conoscere a quali atrocità possa portare la stupidità umana: sono immagini molto crude, non cliccate a cuor leggero.

Io sono rimasto sconvolto.

martedì 14 febbraio 2006

Un episodio che merita un post. O forse no

Sollevato del fatto che un blog non debba tener conto della par condicio mi accingo a scrivere di getto questo acido appunto...Incredibile come l'opportunismo politico di certa gente possa superare ogni dignità. Sempre che dignitoso possa essere un aggettivo utilizzabile in politica.

Roberto Calderoli, ministro leghista.
Invitato da Raffaele Lombardo.
A Catania.

AL SUD





Non credo ai miei occhi e mi vergogno anche per i presenti a questa scenetta degna del più greve avanspettacolo. Come si può non solo accettare nella propria terra, ma addirittura invitare alla propria convention di partito un uomo appartenente ad una formazione politica dalle cui fila sono sempre partiti gravissimi insulti nei confronti del Sud e della sua gente? Come si può calpestare fino a questo punto la dignità di un popolo per un pugno di voti?

Faceva impressione vedere Calderoli fare contrito auto-da-fé sui motteggi e sugli insulti che la Lega ha per anni tributato a noi terroni, e faceva ancora più impressione vedere Lombardo che sorrideva sornione e applaudiva soddisfatto - cosa non si fa per una poltrona. Calderoli è un leghista, una delle peggiori genie di cui l'Italia odierna è infestata: è gente marcia dentro, che sfrutta il malcontento della popolazione e cavalca selvaggiamente l'onda lunga del populismo a proprio vantaggio più di tanti altri partiti. E' gente che vuole bruciare il tricolore, è gente che vuole riaccendere i forni crematori, è gente che vuole bombardare le barche dei clandestini, è gente che fomenta la xenofobia, è gente che si dovrebbe combattere e che si dovrebbe ridurre alla non-azione...

E' gente pericolosa.

E allora devo forse pensare che anche in Sicilia - nella mia amata odiata Sicilia - esistano così tante persone rozze, incivili, populiste, xenofobe e anti-storiche da poter trovare rappresentanza in un partito politico simile alla Lega Nord che chiede l'autonomia da Roma ladrona? E' il principio cardine dell'economia stravolto ad usum delphini: in questo caso non è la domanda a creare l'offerta, ma il suo esatto contrario. Si crea un partito politico e poi si convince il cittadino, orfano d'ideali e sempre più incazzato col mondo, che l'unica speranza per la propria terra sia l'indipendenza... Dimenticando forse che la Sicilia è già una regione a statuto speciale e che gode di una certa indipendenza dal governo centrale: una regione dello "Stato Italiano" dove incerta e labile è la presenza dello Stato e dove crescono sempre più rigogliose le connivenze tra mafia, politica ed affari. D'altronde non dovremo convivere con la mafia, come diceva un uomo illuminato quale il ministro Lunardi? Perché tanto lui la mafia non la sente alitare sul collo tutti i giorni, non vede la cappa asfissiante che opprime i siciliani, non vede che alcuni suoi colleghi in Parlamento sono stati eletti grazie ai voti di scambio per curare esclusivamente gli interessi di famiglie mafiose...

Questo accade già all'interno dello "Stato Italiano": e siamo proprio certi che una supposta indipendenza migliorerà le cose? Io dico di no. Anzi.

Ma forse farnetico e mi pongo problemi inutili: c'è solo una cosa che accomuna Calderoli a Lombardo. Non gli ideali. Non la volontà d'azione. Non il programma politico. C'è solo una cosa che accomuna questi due uomini così come ogni uomo che aspiri a fare politica: ma l'ho già detto troppe volte su questo blog per ripeterlo ancora.