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lunedì 21 gennaio 2008

Venerabili insetti

Brutta cosa l’autoreferenzialità. Ecco ciò che si ottiene quando l’egocentrismo si mescola con populismo, arroganza e volontà messianica. Dopo aver letto di quest'episodio ho abbandonato le ultime, residue briciole di fiducia che riponevo in Grillo. Rimane un ottimo comico, ha un’ottima redazione che cura un blog indiscutibilmente interessante ma nulla di più.

Grillo ha raggiunto i massimi vertici dell’incoerenza e del ridicolo. Non è più credibile – sempre che mai lo sia stato. Capo carismatico e unico Dio della Chiesa grillista, Beppe Grillo riesce a muovere schiere di fedeli che accettano le sue parole come assioma insindacabile e che difendono a spada tratta le sue Verità rivelate, Venerabile Insetto. Qualche mio amico dice che sono troppo duro con Grillo, che non tutti i grillini appartengono ad una massa acritica: c’è anche chi vaglia le saltellanti informazioni del Grillo, c’è anche chi riesce a distinguere tra le panzane e le notizie interessanti. Vero, non posso negarlo. Ma cosa dire di un individuo che prima si presenta vittima della censura dei media italiani e poi, quando un giornalista decide di intervistarlo, rifiuta schifato? Cosa dire di chi pungola ma non vuole essere pungolato, di chi rifiuta confronti, di chi non ammette dialogo, di chi si trincera dietro un blog, cosa dire della tracotanza di un uomo che ha fatto dei dogmi e dell’assertività la sua fortuna?

Nulla. Non c’è proprio nulla da dire. Un uomo simile non merita nemmeno di essere considerato.

lunedì 13 marzo 2006

Indegni di considerazione #4

Cosa fareste se in uno spot elettorale il politico di turno vi promettesse in cambio del piccolo gesto di un voto di preferenza nientemeno che il paradiso? Non lasciatevi andare a battutine facili: l'Unto di Arcore stavolta non c'entra!

E' accaduto in Israele.

Ovadia Yossef, membro del partito sefardita Shas - diciamo la verità, un partito non esattamente progressista - aveva realizzato uno spot in cui si illustravano tutte le iniziative che lo Shas avrebbe appoggiato in caso di vittoria: costruzione di bagni rituali per le donne, costruzione di sinagoghe, aiuti finanziari per gli ebrei poveri e così via. Per questo motivo, per aver dato modo alla fede ebraica di navigare le acque infide della politica e di realizzare ciò che dicono gli insegnamenti dei rabbini, gli elettori avrebbero ricevuto un comodissimo passe-partout per il paradiso. Wow. Nella migliore delle ipotesi una persona normale alla vista di uno spot simile avrebbe riso per qualche minuto e poi sarebbe ritornata a più interessanti incombenze - tipo vivere - abbandonando per la propria strada questo gruppuscolo di sionisti fondamentalisti.

Ma la legge non ha il senso dell'umorismo.

Così il giudice Dorit Beinish, considerato che in Israele sono vietate le pubblicità che promettono compensi di qualunque genere in cambio del voto, ha deciso di bloccare lo spot. Quest'atto ha chiaramente provocato l'ira di Ely Ishay, il leader del movimento, che ha tuonato: "Chi mette a tacere il messaggio della Bibbia rappresenta una concezione basata sull'odio e sulla distruzione dell'ebraismo. [...] Sono sicuro che gli elettori di Shas non si inginocchieranno davanti alla donna-giudice". Ma che sant'uomo: tuona contro la semplice - forse anche pedissequa - applicazione della legge ma non batte ciglio riguardo alle panzane escatologico-politiche di un suo adepto. Tutto fa brodo, no?

giovedì 12 gennaio 2006

Ritagli di giornale #2



Questa è la seconda vignetta che ho trovato sulle pagine di "Internazionale", questa volta del 25 novembre - 1 dicembre 2005. Perfida e politicamente scorretta è vero, ma credo che quella ruota che assegna casualmente al kamikaze il suo luogo di morte sia efficace più di qualsiasi parola per indicare quanto assoluto sia il disprezzo che questa gente ha della vita umana.